...insaccava la berlina sul marciapiede davanti casa. Dai colli saliva un'alba uggiosa d'antipatia per uno, come lui, che rincasava la mattina svenata di calore umano. Il tribunale del mondo gli sentenziava ancora di piangere sul vitreo ricordo di mille risate spente sull'equatore dell'incomprensione. Su questo miserevole trofeo della notte, abbassò un più miserevole finestrino, dolorando un timido riandare di campane su strade umide di silenzio. Un silenzio che poco a poco s'affollava di pensieri assonnati di tanti lavoratori usciti da calde braccia della loro donna...
giovedì 19 maggio 2011
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